Trasporto aereo, esodati e precari in audizione

Lavoratori del Trasporto Aereo in mobilità, “esodati” o precari, personale di terra e di volo degli aeroporti in presidio davanti all’ingresso del Consiglio regionale del Lazio per chiedere lo stop dei licenziamenti, il blocco totale delle assunzioni di personale precario formato “ex novo” ed un ricollocamento attraverso l’istituzione di
bacini di riferimento dai quali le aziende che operano nel settore dovranno attingere in caso di assunzioni. “Sono circa 3mila le persone che dal prossimo 12 ottobre non avranno più diritto all’indennità di mobilità”, sottolineano i manifestanti. Al presidio, promosso dal Comitato CoRiSTA (Comitato Rioccupazione Stabile Trasporto Aereo) hanno aderito anche il sindacato USB Trasporto Aereo, il Coordinamento Mobilitati Filt Cgil Roma e Lazio, la CUB Trasporti con alcune proposte integrative e rappresentanti
degli Esodati. Il Comitato Corista, “trasversale ad appartenenze sindacali e politiche, coinvolge il personale Alitalia (appartenente ai gruppi dei licenziati o in mobilità del 2008 e del 2014), Groundcare, Globalground e tanti altri lavoratori dell’aeroporto – spiega Gabriella Petrarulo, dipendente Alitalia in mobilità dal 2008 – siamo qui per chiedere una riunione della Commissione Lavoro (l’VIII), presieduta da Mario Ciarla, la calendarizzazione di un Consiglio straordinario sul problema e l’istituzione di un tavolo permanente della Commissione Lavoro, affinché si discuta la nostra piattaforma a costo zero per i contribuenti”. La piattaforma si inserisce, infatti, nella cornice di un articolo della legge regionale n.31 del 2008 (legge finanziaria regionale per l’esercizio 2009) che stanzia per il programma “Città del volo”, 10 milioni di euro l’anno per tre anni. “Noi non ci fermiamo qui – prosegue Petrarulo – la Regione e’ il punto di partenza, il Mit e il Ministero del Lavoro sono il punto di arrivo e passeremo anche per l’Enac”: il prossimo appuntamento sarà il 23 aprile davanti al Ministero del Lavoro. Questi i punti della piattaforma: blocco
totale dei licenziamenti in aeroporto; blocco totale delle assunzioni di
personale precario formato ex novo, fino a quando non saranno terminate e stabilizzate le assunzioni del personale ora precario o posto in mobilità o licenziato; l’estensione del sostegno al reddito a carico totale del FSTA (non a carico del contribuente) per tutto il personale aeroportuale posto in mobilità a partire dal 2008, nell’attesa che sia ricollocato o pensionato; salvaguardia e tutela del personale esodato e l’istituzione di bacini di riferimento, “dai quali tutte le aziende che operano nel sedi aeroportuali e nel suo indotto devono essere obbligate ad attingere in caso di assunzioni.
Tali bacini dovrebbero essere istituiti da un Ente garante, che noi
intravvediamo, in ambito aeroportuale, in Enac – spiega ancora Petrarulo – Tali bacini, inoltre, dovrebbero essere istituiti con il rispetto di una graduatoria pubblica, secondo criteri di anzianità di servizio e di carichi famigliari, diversificati per aziende di provenienza e per qualifiche professionali. L’invito alla costituzione di tali bacini è rivolto anche alla Regione Lazio, ente al quale è delegata la funzione delle Politiche Attive del lavoro (e che già collabora con l’Enac per il progetto legato ai contratti di ricollocazione degli ex Cai), e che quindi – conclude – potrebbe esercitare la funzione di controllo pubblico in qualità di ente di prossimità”.