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Fauna selvatica, i danni alle colture saranno indennizzati

La Regione Lazio ha una nuova legge contro i danni provocati dalla fauna selvatica. Ad approvarla ieripomeriggio con 31 voti a favore e 6 contrari il Consiglio regionale. Si sono dichiarati a favore esponenti di Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Nuovo centrodestra. Contrari i consiglieri del Movimento Cinque stelle. Il provvedimento è nato da un’iniziativa bipartisan, promossa da Marco Vincenzi e Mario Ciarla del Pd, Riccardo Valentini (Per il Lazio), Mario Abbruzzese e Luca Gramazio (Pdl – Forza Italia) e Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia). Una serie di modifiche introdotte oggi dall’aula su iniziativa dell’assessore all’Agricoltura, Sonia Ricci, ha provocato la decadenza di numerosi degli emendamenti presentati (in tutto 532, di cui 480 di M5s). Via libera a fine seduta a un ordine del giorno a carattere finanziario firmato da Cristiana Avenali (Per il Lazio).
“Oggi la Regione Lazio si è finalmente dotata di una nella quale sono stati stabiliti per la prima volta due principi fondamentali. Il primo è che per evitare i danni dal proliferare della fauna selvatica è necessaria una efficace prevenzione attraverso il monitoraggio, il controllo e la gestione delle diverse specie presenti sul territorio, a partire dai cinghiali. Il secondo è che il sistema degli indennizzi deve essere efficace ed essere prioritariamente indirizzato a difendere e salvaguardare il lavoro degli agricoltori diretti e imprenditori agricoli, che con la loro presenza sul territorio contribuiscono alla salvaguardia della nostra economia e del patrimonio ambientale della regione”. Ad affermarlo è il Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Lazio Mario Ciarla.
“Questa legge – prosegue il presidente Ciarla – è stata costruita attraverso l’ascolto e la partecipazione di ambientalisti, cacciatori, agricoltori e amministratori locali, i quali avevano chiesto un superamento delle norme attualmente in vigore, che non sono state in grado di arginare un fenomeno che causa ogni anno ingenti danni all’agricoltura e agli ecosistemi delle aree protette. Accanto a questo lavoro è urgente ora sbloccare l’utilizzazione dei fondi strutturali della imminente programmazione e garantire una costante copertura finanziaria agli strumenti che abbiamo introdotto” ha concluso Ciarla.
Soddisfatta anche l’assessore Ricci per una normativa che va in aiuto degli agricoltori, secondo una direzione di semplificazione amministrativa e snellimento burocratico. Quello dei danni da fauna selvatica “è tema delicato e fortemente critico per il nostro settore, sul quale l’Assessorato sin da subito si è attivato”. “Il testo finale – ha proseguito Ricci – è stato il frutto di un lavoro di ascolto e di sintesi delle diverse esigenze di agricoltori, ambientalisti, cittadini e imprese, delle organizzazioni agricole e venatorie, degli enti di gestione delle aree naturali e protette, degli amministratori locali”.
Le finalità e gli interventi

Gli “Interventi regionali per la conservazione e gestione della fauna selvatica e per la pianificazione e regolamentazione dell’attività faunistico venatoria” si propongono di andare oltre la semplice prevenzione e gli indennizzi in favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, categorie cui è riconosciuta priorità. Scopo della legge è infatti anche la tutela, la gestione, il controllo della fauna selvatica presente nel territorio regionale in maniera stabile o temporanea. Insieme alla conservazione degli habitat e a una corretta regolamentazione dell’attività faunistico-venatoria.

Definito un complesso sistema di interventi, tra i quali figura – oltre a studi, ricerche e monitoraggi – la “ricomposizione degli squilibri ecologici all’interno delle aree naturali protette regionali”. Indirizzi e direttive sono previsti per piani di abbattimento selettivo degli “ungulati cacciabili”, quali i cinghiali. Prevista la vendita delle carni degli animali uccisi. La Regione promuoverà il controllo delle specie che, per presenza e densità eccessive, danneggino boschi, sistemi ecologici, agricoltura e assetto idrogeologico.

Sostenute economicamente misure di prevenzione come le recinzioni, le coltivazioni a perdere e il foraggiamento dissuasivo. Aiuti anche per chi si assicura. Potranno essere oggetto di indennizzo le colture, gli animali da reddito,gli impianti di irrigazione, le serre, le opere di protezione dei terreni coltivati e degli allevamenti. Previsto l’indennizzo sia dei danni causati dalla fauna selvatica che di quelli – su proposta di Cristiana Avenali (Per il Lazio) – prodotti dall’attività venatoria.

Una struttura della direzione regionale Agricoltura, infine, gestirà il sistema di interventi previsto dalla legge, affiancata da un comitato scientifico. Scompare l’Osservatorio faunistico regionale, i cui compiti passeranno alla neonata struttura. Secondo Blasi, che si è detta contraria, non serviva istituire un altro ufficio. La struttura opererà in collaborazione con la direzione Ambiente allorché gli interventi ricadranno nelle aree protette. Alcuni interventi, indicati nel dettaglio dalla nuova normativa, prevedono il coinvolgimento degli ambiti territoriali di caccia (Atc).